MILANO MODA UOMO FW 2019-2020: THE PRADA HORROR KITSCH SHOW

Prada, Milano, 13 gennaio 2019 (AP Photo/Antonio Calanni)
La Signora Prada ancora una volta riesce nel compito di scardinare le certezze insinuando il dubbio, questa volta decidendo di parlare dell’umanità, ponendo però, la propria attenzione sulle debolezze degli uomini. 

Miuccia Prada è l’eroe contemporaneo della moda, non solo Italiana ma del mondo e l’ultima collezione per il prossimo autunno/inverno 2019-2020, seppur dura e molto seriosa, ci porta a fare quello che nessun creatore di moda ci ha mai spinto a fare: pensare. 

La Signora ancora una volta riesce nel compito di scardinare le certezze insinuando il dubbio, questa volta decidendo di parlare dell’umanità, ponendo però, la propria attenzione sulle debolezze degli uomini. 

“Ho pensato a quella grande massa di persone che non sono ricche, che faticano a pagare i conti e a sopravvivere, al modo in cui vivono e si vestono”, ha dichiarato Miuccia  davanti a un nuovo logo nero scritto su un muro giallo brillante, ultimo esempio di come la rivolta francese dei gilet gialli, si sia infiltrata anche a Milano.

Così arriva in passerella un esercito di perdenti, proprio come alcuni personaggi dei film dell’orrore di serie B, accompagnati da un sottofondo musicale che va da Marylin Manson fino alla colonna sonora di Rocky Horror Picture Show.

Vestiti in modo semplice (o miserabile, come ha detto la stessa Prada). 

In scena la severità di cappotti e completi dai tagli sartoriali con le esplosioni di colori di camicie stampate o luminose quando sono impreziosite da cristalli da indossare, secondo un ordine sovvertito, sopra i maglioni che poi, spiccano sopra alle giacche.

L’anima dura fa la sua comparsa nei giubbotti di nylon quasi militari, foderati di montone da infilare nei pantaloni tecnici da portare a pelle, come per mostrare l’esigenza di mettersi a nudo, nelle cinture portate doppie, nelle scarpe dai colori super acid e negli zaini pieni di catene e del peso di un mondo forse troppo pressante nei confronti di una libertà d’espressione che pare, anche a detta della Signora, spesso mancare. 

Uscita dopo uscita, look dopo look, non tarda ad arrivare l’urgente richiesta di tenerezza e amore, rappresentata attraverso un cuore in lana trafitto da una spilla.

Horror, romanticismo, miseria sono gli ingredienti ovviamente sbagliati per una collezione che risulta meno pretenziosa, ma molto autorevole e facilmente desiderabile, anche se nessuno di noi ha più la necessità di avere qualcosa di nuovo nel guardaroba, se non, come Miuccia spesso ci ricorda, la voglia di pensare prima di vestirci per ricordarci chi siamo e non chi vogliamo essere.

Perché si può essere dolci, ma non necessariamente essere stupidi

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