Speciale Badbadnotgood // 29 giugno live @ Circolo Magnolia

L’estate del Circolo Magnolia come ogni anno non finisce mai di sorprendere, il 29 giugno sul suo palco saliranno i canadesi Badbadnotgood.

Quattro ragazzi sopra le righe,
quattro JAZZ CATS senza collare,
prestati al mondo delle Black Music
in un ruggito sonoro fatto da «7 second or less».

Siete mai stati sul lago Otario? Io mai e credo che mai ci andrò! almeno in questa vita.
Il lago è sulla linea di confine tra il Canada e gli Stati Uniti, sostanzialmente non ha permesso che Toronto diventasse una città a stelle e strisce. Durante la colonizzazione europea una parte del “popolo della Lunga Casa” (Haudenosaunee), ossia gli Irochesi, si confinarono sul lato opposto del lago rispetto a quello che bagna lo stato di New York per non perdere le proprie origini.

Il lago, d’inverno è impraticabile e visto che si congela completamente, l’hockey come sport va per la maggiore ma, se risalissimo da qui il fiume Humber, ammirando tutta la sua natura lungo le sue sponde, arriveremmo all’ The Humber Institute of Technology and Advanced Learning, dove si sono conosciuti per la prima volta Matthew Tavares, Chester Hansen, Leland Whitty e Alexander Sowinski.

Qui il clima è molto creativo e i quattro in questa University scoprirono i corsi di laurea: Bachelor of Applied Music (Contemporary Music) e Bachelor of Music.

Poi succede che per i corridori dell’università passa un certo Greg Wells, che fa abitualmente visita all’ateneo per scoprire qualche talento; ha prodotto e scritto pezzi per: Ella Eyre, Dua Lipa, Adele, Rufus Wainwright, Katy Perry, Mayer Hawthorne, Pharrell Williams, Theophilus London, Kid Cudi, Pink, Paloma Faith, Otep, Deftones, Aerosmith, Burt Bacharach, Celine Dion, Elton John e molti altri.

Durante una sua conferenza i ragazzi cominciarono a parlare di Hip-Hop in una discussione che coinvolgeva la scena odierna come gli ODD FUTURE, Clipse, NAS, MF DOOM, Wu Tang Clan e gli ATCQ.

Infatti i quattro, saltando la pausa pranzo tra un corso e l’altro, si ritrovarono in una sala dove cominciarono a coverizzare i loro brani favoriti sotto una chiave jazzata.

Un giorno però Alex (il batterista) dopo aver suonato a una festa di halloween con un altro gruppo, si trovò una maschera da maiale nello zaino e per scherzo decise di indossarla e di filmarsi durante la sessione in sala prove.

Però come disse Bertolt Brecht: per improvvisare bisogna conoscere bene la materia! ed i quattro sentono un alchimia che nessun, oggi giorno riesce a riprodurre con tale naturalezza.

« 7 SECOND OR LESS »

Un magnifico squilibrio tra le note del jazz e il ritmo dell’hip-hop in cambi da sette secondi per non arrestare l’anima con uno sparo.

Con il web infiammato dai loro video, si chiudono in studio per creare un disco di brani basati su cover ri-scritte e ri-arrangiate a modo loro, con quel tocco jazz che solo loro hanno sui polpastrelli.

Nel mirino finisco i brani di Flying Lotus, Gang Starr, J Dilla, Joy Division, Nas and Ol’ Dirty Bastard su 46 minuti di pura improvvisazione. Tutti parlano di loro, non c’è un singolo blog o un profilo Facebook che non avesse postato un loro video.

E’ così che la cover session dedicata agli Odd Future arriva a Tyler, The Creator che si appassiona al punto da raggiungerli in studio e insieme prima ri-arrangiano il brano “Seven”, e poi pubblicano il mixtape: BBNG x Odd Future.

Basso elettrico a quattro corde, contrabbasso, tastiere o pianoforte, sax e colpi estremi ricchi di sonorità nella batteria fanno dei BBNG un gruppo da tenere d’occhio anche perché a distanza di poco tempo, dopo un po’ di esibizioni live, nasce la seconda parte del progetto che li ha introdotti nel mondo musicale.

Anche questa volta di Jazz vero e proprio non ne vogliono proprio sentire parlare e si cimentano in cover di James Blake, Earl Sweatshirt e Kanye West tra gli altri.

I Badbadnotgood hanno solo 21 anni ma il suono che divide l’anima al primo impatto come un goal di George Best perché: “Pele is Good, Maradona is better, George is Best”.

Sono riusciti a trasformare Lemonade di  Gucci Mane in un meraviglioso brano ASCOLTABILE! Queste sono cose per cui dovrebbero regalare il Grammy se il mondo musicale girasse nel modo giusto.

Da qui in poi si aspetta un disco vero e proprio, basta cover basta ri-arrangiamenti; le registrazioni vengono guidate arriva  Joao “The Butcher” Carvalho, detto il macellaio perché in ognuno degli oltre 290 mix e mastering che ha effettuato, il suono assapora il gusto della migliore fiorentina che abbiate mai assaggiato.

Durante il loro primo show in Toronto, facendo un passo indietro, si avvicinò ad Alex un bianco canadese con dei riferimenti somatici alle tribù di cui abbiamo parlato all’inizio della loro storia; si tratta di Adam Feeney, ma non il tennista australiano, quello conosciuto con lo streetname di Frank Dukes che ha prodotto Kanye West, Drake , Eminem , 50 Cent , Travi $ Scott, Danny Brown, Ghostface Killah, Jeremih, Rihanna e molti altri. Ha scritto persino dei brani per Charles Bradley e collabora con la Manhattan Street Band.
Li avvicina con i complimenti di uno che non ha mai visto un impatto così devastante sulla musica applicata.

Spoiler Allert!

Da tutto questo nasce III, il loro primo disco composto da brani originali; nove tracce per un totale di 49 minuti con la formazione che non cambia mai infatti troviamo sia  Leland Whitty al Sassofono e Tommy Paxton-Beesley al violoncello, violino e alla chitarra elettrica.

Dopodiché Tom Brown, il fondatore della Lex Records, che ha pubblicato i dischi dei Gnarls BarkleyDanger Mouse, Kid Acne, Danger Doom, MF Doom, Jneiro Jarel e molti altri, crea le basi per un altro progetto e li segue passo dopo passo in studio di registrazione.

Coinvolge Ghostface Killah e lascia solo tre brani strumentali alla band, inserisce altri rapper come Elzhi, TREE, Danny Brown e ovviamente MF Doom, che fu uno degli artisti che fece incontrare i ragazzi in quella stanza all’università grazie ai suoi album.
Si chiude il cerchio.
Nascono dodici tracce che  rappresentano il “cocktail per l’anima” – Sour Soul.

Questi quattro ragazzi stanno riscrivendo la storia dell’hip-hop attraverso una semplice sfumatura legata al Jazz.

Stanno sporcando di ghetto tutti gli anni passati col naso sugli spartiti di Coltrane.


Il loro ultimo disco intitolato IV è un meraviglioso abbraccio sonoro che può essere duro, cupo ma anche visionario.
Quindi il 29 Giugno : Don’t stay at HOMEEE! TONIGHT!!

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