I vincitori UKVMA 2017 e i videoclip della settimana

Londra. Giovedì 26 ottobre si è svolta la cerimonia di premiazione dell’edizione 2017 degli UK MUSIC VIDEO AWARDS, ottima cartina al tornasole della creatività che si respira nell’universo dei videoclip musicali degli ultimi dodici mesi, con oltre trenta categorie che ne abbracciano tutti gli aspetti, come dichiarato dal direttore editoriale David Knight, «more than ever, music video is the place where musicians collaborate with filmmakers to create astonishing works of creativity».

Il premio più importante, VIDEO OF THE YEAR, è andato a “Wyclef Jean” di Young Thug, vincitore anche del BEST EDITING e BEST URBAN VIDEO (INTERNATIONAL) e già accolto da queste parti come uno dei capolavori dell’anno. Diretto da Ryan Staake, è un videoclip piuttosto atipico e inedito: Young Thug non si è mai presentato sul set, ma compare in riprese inviate successivamente, il fulcro sono allora le idee veicolate in pre-produzione e sviluppate dal regista con un commento in itinere, come capita in alcuni contenuti speciali di un film.

Già proclamato da queste parti tra i registi dell’anno, a trionfare come BEST DIRECTOR, è Oscar Hudson, anche grazie ai premi come BEST DANCE VIDEO e BEST PRODUCTION DESIGN per “No Reason” di Bonobo. Dello stesso regista quest’anno abbiamo ammirato “Lift” dei Radiohead e Homie, ancora di Young Thug. Tre videoclip molto diversi tra loro, ma tenuti insieme dalla cifra stilistica del regista, fatta di mirabolanti effetti visivi di prevalente natura ottica.

Il duo di producer francesi, nonché registi dei propri videoclip, The Blaze, già premiati l’anno scorso con la bromance di “Virile”, quest’anno vincono il BEST DANCE VIDEO (INTERNATIONAL) e il BEST STYLING grazie a “Territory”. Anche qui siamo di fronte ad uno dei capolavori dell’anno per potenza emotiva e irresistibile trasporto cinematografico: fatto di amore, dolcezza e fisicità, narra di un ritorno a casa che riunisce un gruppo di giovani amici.

Il BEST ROCK/INDIE VIDEO (UK) è per l’adrenalinico e claustrofobico pogo acquatico di “Lights Out dei Royal Blood, diretto dai Sacred Egg che in questi giorni firmano anche il video di “How Did We Get So Dark?”. Nella stessa categoria INTERNATIONAL, Father John Misty di Things It Would Have Been Helpful To Know Before The Revolution”, alla regia Chris Hopewell.

Gli Alt-j, nominati con ben tre videoclip nella categoria BEST ALTERNATIVE VIDEO (UK), lo vincono grazie a “3WW” – anche BEST CINEMATOGRAPHY. Girato in Messico da Young Replicant, è un videoclip d’amore e di resurrezione. Il premio BEST ALTERNATIVE VIDEO (INTERNATIONAL) invece, è per “Up All Night” di Beck: diretto dal collettivo CANADA è il loro classico e impeccabile video stipato d’azione ed elementi surreali.

Agli UKVMAs va in scena anche il pop, a vincere BEST POP VIDEO (UK) è Dua Lipa con New Rules” soffiandolo a “Boys” di Charli XCX. Diretto da Henry Scholfield è già diventato iconico su alcuni social per commentare, tra snapshot e GIFs, l’uscita tra amiche. Ma a sorprendere è la categoria pop INTERNATIONAL, premio che immaginavamo assegnato a uno dei due autentici splendori “Bon Appétit” di Katy Perry o “Go Up” dei Cassius (diretti rispettivamente dai Dent de Cuir e Alexandre Courtès), che va invece alle HAIM di “Want You Back”. Diretto da Jake Schreier è arricchito dalle coreografie di Ian Eastwood, Francis and the Lights e le stesse californiane; il premio BEST CHOREOGRAPHY IN A VIDEO però va a “Fade” di Kanye West, grazie al lavoro di Guapo, Jae Blaze e Derek ‘Bentley’ Watkins.

Nelle categorie emergenti, il BEST NEW DIRECTOR è Matilda Finn vincitrice anche come BEST DANCE VIDEO grazie a “Endless” di Obongjayar. Nella stessa categoria, per il BEST ROCK / INDIE VIDEO i Lemon Twigs di “I Want To Prove To You”, dove il regista Nick Roney invita il gruppo a casa dei nonni e ci mette la faccia, come il Ryan Staake citato con Young Thug o l’anno scorso il regista Keith Schofield in uno dei migliori videoclip del 2016, “Bike Engine”.

Come l’anno scorso si premiano anche gli artisti, il premio BEST ARTIST quest’anno lo vince Kendrick Lamar, che insieme a registi come Dave Meyers, NABIL e Jonas Lindstroem sta facendo un ottimo lavoro con i videoclip per i singoli del suo ultimo disco “DAMN.”. Premiata anche la carriera con l’ICON AWARDS ritirato quest’anno da Jake Nava, autore di lavori iconici: tra i più popolari “Single Ladies (Put A Ring On It)” di Beyoncé e “Someone Like You” di Adele, ma la lista di artisti con cui ha lavorato negli ultimi vent’anni è davvero lunga, così come quella di tutti vincitori di questa edizione degli UKVMAs per la quale rimandiamo al sito ufficiale: www.ukmva.com.

E ora: i videoclip della settimana!

How Did We Get So Dark?

Se lo chiedono i Royal Blood: il videoclip della title track del loro ultimo disco è un’assurda caccia al coniglio, il bene più prezioso in un imprecisato parallelo distopico, con tanto di pistole, uccisioni, inseguimenti in auto e ovviamente bianconigli. Ma guai a mettersi contro il duo di Brighton! Alla regia The Sacred Egg, già menzionati in occasione del premiato “Lights Out”, dei quali è bene recuperare anche i deserti della gratificazione istantanea degli Arcade Fire, “Everything Now”.

L’autoironia di Franck Ropers

Prendi Franck Ropers, fondatore dell’omonima accademia francese di autodifesa, e fallo diventare il protagonista del videoclip di “Hot Caramel” dei Peppers, in un remix del classico del 1974 firmato dai Soulwax per la compilation Tele Music Reinterpretations. Ecco il videoclip diretto da Arnaud Bresson che, basato sì sul mondo dell’autodifesa, sfoggia però quel tocco glamour, assurdo e ironico in pieno stile DIVISION, casa di produzione parigina che produce la clip.

«Hey Sweetie! If you don’t like my story go write your own»

Dave Meyers, visto recentemente con Kendrick Lamar, SZA e Katy Perry, firma la regia di “Havana” di Camila Cabello: presentato come un film con tanto di locandina, si nutre della telenovela per scrivere la storia solista dell’ex Fifth Harmony. Gli altri protagonisti sono Young Thug e gli influencer di origini sudamericane Lele Pons, nel ruolo della sorella, e LeJuan James come abuelita. Dedicato ai sognatori, un semplice videoclip pop con un implicito messaggio politico.

Taylor Swift è pronta per un altro record di visualizzazioni

“Look What You Made Me Do” ha superato 600 milioni di visualizzazioni, merito anche dell’inseparabile Joseph Kahn che firma anche la regia di “…Ready For It?”. Tornano la “Reputation” di Taylor Swift e i toni vendicativi del primo video, ma con un’ambientazione sci-fi tanto cara al regista. L’attacco non è più sferrato ai colleghi, ma ai media: la cantante si mette sotto il vetro dell’inquisizione mediatica, vittima di una caccia alle streghe dalla quale si libera da sola.

On the road con Beverly

Se siete già stati al cinema a vedere l’ultimo “It” di Andy Muschietti, allora sarete rimasti folgorati dai suoi giovani protagonisti, soprattutto Beverly, interpretata da Sophia Lillis. Se non ne avete abbastanza, sappiate che potete fare un altro giro in sua compagnia nell’ultimo videoclip dei War On Drugs: un road trip come elemento necessario delle loro sonorità, a bordo di un’auto verde e in compagnia di un uomo verde: un poetico videoclip ambientalista o di amore dei millenials per le piante?

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