FIL BO RIVA, il romano (sconosciuto in Italia) che spopola all’estero

fil bo riva cantante romano d'adozione berlinese

Bang! Bang! Quando le delusioni d’amore colpiscono alla porta, per FIL BO RIVA è tempo di riprendere in mano la chitarra e buttarle fuori a suon di musica. Lo abbiamo incontrato

If You’re Right, It’s Alright è il primo EP di FIL BO RIVA, nome d’arte di Filippo Bonamici. Nato a Roma, capitato a Dublino e con una nuova vita a Berlino dove il progetto prende vita, crea canzoni che nascono dalla strada, come esplosioni tra folk e rock sorrette da una profonda voce dalle venature soul, come il primo e potente singolo “Like Eye Did”.

Tre città per tre parole, FIL, BO e RIVA, dalle notti allo Schwarzes Café, a un brano caricato su SoundCloud fino alla cornice di UNALTROFESTIVAL di Milano, dove Filippo si racconta, riabbracciando timidamente anche un italiano dalle inflessioni romanesche, pronto per portarsi la mano sull’occhio per disegnare un Ok, così da esorcizzare il proprio passato, fissare il presente e pensare al futuro.

fil bo riva cantante romano d'adozione berlinese

Ciao Filippo, a quando risale il tuo ultimo concerto in Italia?

L’ultimo concerto in Italia l’ho fatto sei, sette anni fa, con un altro gruppo che c’avevo a Roma, facevamo cover dei Beatles e dei Libertines. Anche se non si sente, tutta l’ispirazione la prendo da loro e dai Rolling Stones, sono le band che m’ispirano più di tutte, quello che rappresentano, nello stile, nel modo di scrivere e nei testi.

E da dove prende vita questo nome FIL BO RIVA?

Il fatto è che quando ho iniziato a pensare a che nome usare da musicista l’ho ideato non pensando che potessi avere un po’ di successo, oppure interviste in Italia, perché FIL BO?! RIVA in italiano ha poco senso, sembra ironico, mentre in inglese FIL BO RIVA suona un po’ più italo americano alla Martin Scorsese o alla Lana Del Rey. FIL viene da Filippo, BO da Bonamici e RIVA era, è una storia un po’ troppo lunga… è ispirato da una ragazza. C’ho messo un mese a idearlo, stavo là, c’avrò avuto cinque pagine e alla fine – “Ok, scelgo questo!”

Tre parole, tre città. Cose che ti piacciono e non ti piacciono di Roma, Dublino e Berlino?

È un caso, sono le città dove ho vissuto più tempo. Roma è solo bella, ci sono anche i lati negativi, ma non li dico, dato che ogni volta ci passo da turista. Io ci torno, c’ho i miei genitori che abitano là, sto a casa tranquillo, vado in centro a fare una passeggiata, per me è bellissima, non ci abito, non c’ho i problemi con il traffico, della gente che ti rompe il cazzo. Dublino è bellissima, solo troppo fredda, tira un vento molto molto forte e i bar chiudono a mezzanotte. Mentre a Berlino è il contrario, i bar non chiudono mai. Il mio preferito, lo “Schwarzes Café”, è aperto 24/7: è una città senza limiti e orari, ci si può perdere, questo potrebbe essere un suo difetto.

E la tua avventura come FIL BO RIVA è iniziata Berlino?

Si, è iniziata un anno e mezzo fa a Berlino. Ho iniziato a studiare, poi ho lasciato lo studio per la musica perché mi lasciò una ragazza, italiana. E da lì mi dissi – “Ok, adesso probabilmente posso iniziare a fare quello ho sempre voluto fare”, che però non avevo mai il coraggio di fare, perché uno quando sta comodo a studiare a casa, ha la fidanzata e sta bene, che altro vuoi fare? Quando qualcosa si rompe uno ha un sempre un momento – “Ok adesso cosa posso cambiare?” Ho deciso di provarci un po’ più seriamente con la musica, di avere il coraggio di pubblicare canzoni online e di farle sentire agli amici, per me era il passo più difficile.

Tutta colpa di una rottura?

Tutta colpa di questa ragazza.

Che ritorna in questo EP?

Che ritorna in questo EP.

fil bo riva cantante romano d'adozione berlinese
L’immagine utilizzata sui social da FIL BO RIVA per annunciare la release del suo ep If You’re Right, It’s Alright.

I compagni di avventura di FIL BO RIVA?

I miei compagni sono principalmente Felix [Felix A. Remm], che ho conosciuto esattamente pochi mesi dopo aver pubblicato la prima canzone su SoundCloud a gennaio 2015. Mi scrisse tramite un amico, avendo sentito la canzone – “Oh ci vogliamo incontrare, mi piace la tua musica, bla bla”, e da lì abbiamo iniziato a collaborare e suonare per strada, a scrivere altre canzoni a svilupparci come band, quindi FIL BO RIVA alla fine non è più un progetto solista secondo me, è una collaborazione tra amici che cercano di creare musica con cui possano essere felici. Io scrivo canzoni che quando esco dallo studio – “Ok, mi piace, va bene adesso posso trasportarla fuori”. Lo stesso con Felix e Robby [Robert Stephenson], che è il produttore che ci ha aiutato a produrre le canzoni nel suo studio – studio… c’ha una casa, con un po’ di microfoni, una batteria, non è uno studio alla Abbey Road!

Ma la canzone che hai caricato su SoundCloud era già il singolo Like Eye Did?

No, era un’altra, era “Eye Look”. La prima canzone che ho messo su SoundCloud e non sta sull’Ep. Una canzone che ho registrato io con GarageBand: una batteria scrausa, la mia voce e una chitarra. E l’ho mandata un po’ in giro, c’avrò investito due giorni e mezzo su Facebook a inviare questa canzone ai miei amici, a chiedere di mandarla in giro, quindi i social funzionano davvero.

E la copertina di questo EP?

Prima di fare musica studiavo disegno industriale, quindi disegno tecnico, mobili, oggetti e geometrie. Dato che amo disegnare, amo fare pure copertine per altri amici, mi sono messo là a disegnare un po’, avevo trovato questo simbolo della mano, che cerco di usare spesso anche sui social, tipo Instagram, che rappresenta per me “Eye Look”. Dato che quel simbolo vuol dire “Ok”, era pure una parola molto semplice che uno può relazionare a molte cose, uno può usare il simbolo “Ok” come gli pare, in modo sessuale… è molto aperto.

Una copertina e una gestualità che tra l’altro richiamano anche il singolo Like Eye Did nonché il titolo dell’EP, così il significato di If You’re Right, It’s Alright può essere messo in dubbio, quando il gesto dell’Ok si perde nella sua ombra. Filippo, l’ultimo disco che hai divorato?

Salas Days di Mac DeMarco, mentre di un po’ più attuale gli ultimi tre singoli di Bon Iver, una bomba.

Cosa non può mancare nella valigia di FIL BO RIVA?

Sigarette. Me le porto sempre, perché sono un matto dell’organizzazione. Odio andare a comprare cose in città dove non so dove trovarle. C’ho una stecca dentro! Le cose che non possono mancare nella mia valigia sono precisione, sigarette e… un po’ di vestiti. Magliette o bianche o nere e camicie o nere o bianche o blu. Niente di speciale, se le perdo me ne compro un’altra uguale. Tinta unita, scialla.

Anticipato dai singoli Like Eye Did e Killer Queen, l’EP If You’re Right, It’s Alright esce il 23 settembre su [PIAS], mentre i FIL BO RIVA torneranno in Italia per tre date, in apertura Joan As Police Woman  & Benjamin Lazar Davis.

25 NOV | Monk Club, Roma
26 NOV | Locomotiv Club, Bologna
27 NOV | Magnolia, Milano

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